Quando la storia dell'uomo e del cavallo diventa cultura

Quando la storia dell'uomo e del cavallo diventa cultura


Racconta l'antico rapporto dell'uomo con il cavallo la mostra ospitata nella settecentesca Limonaia del Giardino di Boboli e che rimarrà aperta fino al 14 ottobre. La rassegna “A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo”, curata da Lorenza Camin e Fabrizio Paolucci presenta una selezione di opere d'arte, oggettistica di uso comune e reperti di crani di cavalli morti durante le battaglie che sono in grado di narrare le mille sfaccettature di una relazione che coinvolgeva ogni aspetto della vita quotidiana.

PERCHE' ANDARE

Il percorso, incentrato soprattutto sul mondo italico, è articolato in cinque sezioni, ognuna delle quali è dedicata a un particolare momento storico: la Preistoria, il mondo greco e magno greco, il mondo etrusco e venetico, l’epoca romana e il Medioevo. Fra i numerosi reperti che, per la prima volta, saranno restituiti alla curiosità del pubblico figura il carro di Populonia. Questo rarissimo esempio di calesse etrusco, rinvenuto alla metà del XX secolo nella cosiddetta Fossa della Biga, è stato ricomposto a seguito del recente intervento di restauro, eseguito proprio in occasione di questa mostra. L’opera, realizzata in legno, ferro e bronzo e databile agli inizi di V secolo a.C., costituiva un veicolo ad andatura lenta destinato al trasporto di personaggi di alto rango.